L’esposizione, che apre al pubblico giovedì 30 aprile, presenta in modo comparativo tre serie di stampe xilografiche di Hiroshige (1797-1858), Shigenobu (1826-1869) e Kuniteru (attivo intorno alla metà del XIX secolo). Il progetto curato da Moira Luraschi (MUSEC) sottolinea sia le somiglianze, sia le differenze tra i linguaggi estetici e gli stili dei tre artisti, esponenti della Scuola Utagawa, la più importante e prolifica scuola di pittura del Giappone del XIX secolo. Le stampe hanno in comune il soggetto: il Chūshingura («I servitori fedeli») celebre dramma del teatro kabuki che narra della vendetta orchestrata da un gruppo di 47 samurai rimasti senza padrone, i cosiddetti rōnin, nei confronti di chi aveva ucciso il loro signore e infangato il suo onore. Il Chūshingura è messo in scena ininterrottamente da quasi trecento anni, tenendo così viva la memoria di un evento storico.
Le opere di Hiroshige e Shigenobu provengono dalla Collezione Perino. Le opere di Kuniteru appartengono all’Archivio Marco Fagioli. A contrappunto, le riproduzioni di alcuni rōnin tratte dalle stampe di Utagawa Kuniyoshi (1798-1861) appartenenti alle collezioni del MUSEC.
L’esposizione è aperta fino a domenica 4 ottobre 2026.


L’esposizione, che apre al pubblico giovedì 30 aprile, presenta in modo comparativo tre serie di stampe xilografiche di Hiroshige (1797-1858), Shigenobu (1826-1869) e Kuniteru (attivo intorno alla metà del XIX secolo). Il progetto curato da Moira Luraschi (MUSEC) sottolinea sia le somiglianze, sia le differenze tra i linguaggi estetici e gli stili dei tre artisti, esponenti della Scuola Utagawa, la più importante e prolifica scuola di pittura del Giappone del XIX secolo. Le stampe hanno in comune il soggetto: il Chūshingura («I servitori fedeli») celebre dramma del teatro kabuki che narra della vendetta orchestrata da un gruppo di 47 samurai rimasti senza padrone, i cosiddetti rōnin, nei confronti di chi aveva ucciso il loro signore e infangato il suo onore. Il Chūshingura è messo in scena ininterrottamente da quasi trecento anni, tenendo così viva la memoria di un evento storico.
Le opere di Hiroshige e Shigenobu provengono dalla Collezione Perino. Le opere di Kuniteru appartengono all’Archivio Marco Fagioli. A contrappunto, le riproduzioni di alcuni rōnin tratte dalle stampe di Utagawa Kuniyoshi (1798-1861) appartenenti alle collezioni del MUSEC.
L’esposizione è aperta fino a domenica 4 ottobre 2026.