Espone

 

10 febbraio 2023 - 01 ottobre 2023, VILLA MALPENSATA, Lugano

ARTE AGLI ANTIPODI. La Collezione Brignoni

La mostra rende omaggio a Serge Brignoni (1903-2002) che, con la donazione a metà degli anni ‘80 della sua straordinaria collezione di arte etnica, ha portato alla nascita del MUSEC. Nella visione dell’artista surrealista svizzero, i suoi seicento e più capolavori avrebbero dovuto permettere alle generazioni future di comprendere la lezione artistica dei popoli che li avevano realizzati e, al medesimo tempo, di scoprire i legami profondi tra l’arte etnica e le scelte estetiche ed espressive dell’arte del Novecento. Brignoni apparteneva infatti alla generazione di artisti europei che, tra le due guerre, scelsero di vivere a Parigi, condividendo l’impulso a creare nuovi linguaggi artistici e l’innamoramento per le «altre» arti. Su due piani di Villa Malpensata, immerse in un sorprendente allestimento, una settantina di opere illustrano sia una straordinaria diversità di linguaggi artistici, sia l’intuizione di Brignoni di un’«Arte dei Mari del Sud» che accomuna, in un unico orizzonte artistico e culturale, l’India meridionale, parte del Sud-Est asiatico, l’Indonesia e l’Oceania.

 

Manifesto

Foto gallery

Biografia Serge Brignoni

Sergio (Serge) Brignoni nasce a San Simone di Vacallo il 12 ottobre 1903. Frequenta giovanissimo, nel 1919, la Kunstgewerbeschule di Berna seguendo parallelamente corsi di pittura e disegno nella scuola di Viktor Surbek. Due anni dopo si iscrive all’Accademia di Brera e poi alla Hochschule für bildende Kunst di Berlino. Nel 1923 si trasferisce a Parigi per seguire i corsi di André Lothe e inizia a farsi chiamare Serge. Nel 1926 partecipa al Salon des Indépendants e realizza la sua prima esposizione personale insieme a Joan Miró alla Galerie Odette Luce. L’incontro decisivo è quello con la cerchia di André Breton, attraverso cui si avvicina al Surrealismo. Grazie alle frequentazioni parigine Brignoni si avvicina all’arte etnica, iniziando nel 1924 a collezionare e commerciare opere d’arte dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania. La scoperta dei linguaggi figurativi delle culture semplici contribuisce all’eclettismo della sua scultura e a una ricerca pittorica di forme dai colori vivaci e contrapposti, più o meno dense, che disegnano trasparenze e sembrano immerse in un universo liquido o gassoso. Negli anni parigini diventa membro del Gruppe 33 e si ricava un certo spazio di autonomia espressiva nell’ambiente artistico parigino, specie dopo che, nel 1932, si trasferisce a Meudon con la pittrice cilena Chela (Graciela) Aranis Valdivia (1908-1996), che diventerà sua moglie nel 1935. Nel 1940, a causa della guerra, rientra in Svizzera stabilendosi prima in Ticino e poi a Berna, dedicandosi poi ininterrottamente alla produzione artistica e al collezionismo di arte etnica. Nel 1985 decide di donare la sua collezione di arte etnica alla Città di Lugano, dando così l’impulso decisivo per la creazione del Museo delle Culture che apre i battenti il 23 settembre 1989. Nel 1998 sposa in seconde nozze Marlyse Haller e si trasferisce a Zollikofen. 
Serge Brignoni muore a Berna il 6 gennaio 2002.

Brignoni fra le opere

Serge Brignoni nel suo atelier di Berna, 1975